25-04 Giro G.A.S. 2°livello

 

 

Km: 586.3

Ore al pascolo : 13h ca di cui 12 in sella

Pasto : Agriturismo il Ghiottone - Antipasti Misti (affettati - polentine - melanzane fritte - pane con lardo - frittatina di patate - formaggio casereccio) - Bis di Primo (tagliatelle ai funghi - ravioli al ragù) - Bis di Dolci (due torte casalinghe una a base crema l'altra ricotta) - Acqua e vino a volontà 20€

x questioni fisiche abbiamo voluto evitare i due secondi proposti (coniglio al forno e tagliata di manzo)

 

ore 7.20: Drin Drin Driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin

La notte è trascorsa talmente veloce che sembra di non essermi neanche riposato. In effetti tra una cosa e l'altra ho neanche 4 ore. Di sicuro la freschezza di una rosa non ce l'ho. Fuori i primi caldi raggi di sole iniziano a scaldare l'aria. Una breve organizzazione e via alla ricerca di ciò che occorre portare per il viaggio. Ancora non so bene quanti saremo. Ancora non so dove c ritroveremo. Di sicuro so che alle 8:30 c'è il primo ritrovo. Il tempo scorre veloce. Colazione. Zaino. Chiavi. Si parte. Arrivo nel luogo prefissato. Vedo volti noti e no. Vedo due persone che non sapevo avrebbero partecipato al giro. Meglio. Quattro chiacchere in attesa del Sek. Ancora assonnato mi infilo la testa nel casco. Si parte. Direzione secondo ritrovo. Tangenziale e poi autostrada. Il fresco gira nel casco tentando invano di svegliarmi. Il suo compito è davvero arduo. Mi sento come catapultato dal letto a bordo della mia moto. L'asfalto ruvido scorre sotto le gomme. Quasi ipnotizzato dal rumore e dai sassolini che scattano sotto il mio sguardo arriviamo al secondo ritrovo. Molte moto fanno da cornice all'Autogrill. Ma subito vediamo il nostro gruppo. Pochi convenevoli. Chi mette benzina. Chi fa una brevissima colazione. Si riparte alla volta di un altro Autogrill. Stavolta Somaglia Ovest. Qui ad attenderci troveremo un altro manzo. L'autostrada in compagnia scorre leggermente più veloce. A Somaglia ci si ferma pochi minuti. Il tempo di stringere lo specchietto del Gnubbo. E via alla volta degli ultimi da recuperare.



Il gruppone è in ritardo e giunti all'Autogrill di Fiorenzuola non vediamo nessuno ad attenderci. Cerco contatti via sms. La risposta è chiara. In realtà gli ultimi due motociclistici ci attendono in una piazzola di sosta. Il gruppo riparte alla loro ricerca. Agganciati e via verso Fornovo. Finalmente si può fare l'appello. Il gruppo è composto ormai da 13 motociclette con rispettivi motociclisti. Andiamo per marca. A bordo delle loro Ducati Monster troviamo: Sek, Mack e Nixon. Poi abbiamo Z1Simone e Oldbalord rispettivamente a bordo delle loro Kawasaki z1000 e z750. Sempre in Kawasaki ma si Er6-n troviamo Mannx e Topix. A bordo di Honda Cb1000r troviamo Ilgnubbo, Zauro, Maranga e sempre Honda ma con Hornet 600 Davide. Assieme a Maranga troviamo uno splendido esemplare di Triumph Speed Triple 1050 guidato da Stefano. Ovviamente non possiamo dimenticare il presidentissimo a bordo della sua Bavarese al Lampone.Bivio per l'autocamionale della Cisa. Gli animi si destano. Piccola pausa e poi è ora di iniziare a curvare. Lasciati alle spalle i noiosissimi chilometri autostradali, il cielo sembra più azzurro e pian piano anche il sottoscritto cerca di uscire da quel letargo mistico che mi ha accompagnato fino ad ora. Fin dalle prime curve, quasi timidamente, i partecipanti cercano le loro giuste posizioni. Il ritmo inizia ad aumentare. I sorrisi iniziano ad aprirsi sotto le mentoniere dei nostri caschi integrali. Ben presto la strada inizierà a perdere il suo fascino, diventando dissestata e ricoperta di ghiaia e detriti. Le buche ci accompagnano eppure il ritmo ne risente poco. La prima parte scorre con molta attenzione. Ora le buche sono finite. Ma inizia un'altra insidia. L'asfalto è umido e scivoloso. Ma nonostante questo il ritmo aumenta ancora. Finalmente una piccola pausa al piazzale del passo della Cisa. Via via arriva tutto il gruppo. Foto di rito. Due impressioni e si riparte.

 

Finalmente la discesa è pulita. Guido il gruppo ma è un compito arduo. Questi vanno come dei dannati. In certi putni sembra di essere in Superbike. Prima di qualche curva lenta c'è chi tenta le staccate. In 5 detro di me si aprono a ventaglio. Il gruppo è caldo. Dalla Cisa si prosegue per strade statali molto pericolose. Tapezzate di autovelox si procede attenti e tutti uniti. Ormai siamo giunti a Villafranca in lunigiana. Occorre svoltare a destra verso la strada di Montedivalli. Ma il presidente ormai esausto dalla pressione degli smanettoni assatanati alle sue spalle sbaglia strada. Ma quando il presidente sbaglia...Sbaglia bene. Ecco comparire tra le fronde una tappa di speciale. E subito gli smanettoni sono negli specchietti. Si abbozzano le prime ginocchia esposte. Dopo una salita di ben 15km ci si trova in un parcheggio. Occorre tornare indietro. Più in basso ci si ferma e si ci denuda. Il caldo ora diventa consistente. Come illuminato ritrovo la strada mancata. Ormai sono le 13.30 circa. La fame attanaglia tutti. Come delle fiere selvagge nelle radure alla ricerca di cibo attiviamo al massimo il nostro olfatto e la nostra vista. Subito scorgiamo un ristorante specialità funghi. Il tempo di dire qualcuno scenda a chiedere se c'è posto che tutti sono già parcheggiati. La risposta è negativa. Si riparte. Lamentele escono copiose dai caschi. Si riparte ed un piccolo cartello fa capolino. Agriturismo il Ghiottone. Ampio parcheggio. Posti liberi. Colonizziamo l'agriturismo. Alcuni anziani sotto shock a causa dell'orda barbarica appena riversata all'interno del locale, rimangono intontiti. L'atmosfera è amichevole e subito veniamo serviti. Vino acqua e cibo. Una serie molto consistente di antipasti, allieta in nostri stomaci. E via di primi. Poi per non subire il proseguo del viaggio decidiamo di saltare il dolce, ma di concederci un bis di torte. Caffè e via. Si riparte. Direzione Val di Vara. Il ritmo è buono e il gruppo si snoda attento agli altri velox presenti.

 

All'attacco del Passo del Bracco ci si ferma. Il presidente decide si bagnare con dell'ottima benzina la sua bavarese. Intanto alcuni del gruppo partono. Punto di ritrovo Baracca. Mattarana : il posto di blocco c'è. Come predetto da un cliente dell'agriturismo. Topix viene fermato. Il bracco è sempre affascinante e godurioso. Finalmente delle curve davvero bele senza sabbia e ghiaia. Non si può esagerare. Ogni moticiclista che passa ci fa segno di andare calmi. Radunati tutti alla Baracca si riparte. Si prosegue e dopo un altro posto di blocco raggiungiamo la località Bracco. Le pieghe comunque non sono scarseggiate. Ora si controlla l'ora e si decide di partire alla volta del Passo di Cento Croci. Nel frattempo il Gnubbo esalta la folla con un numero da circo. Decide di frenare fuori dal nastro di asfalto si appoggia al cemento smuss ail blocco motore. Rimane in piedi. E la sua voglia di piega non scema neanche un pò. Si scende a Castiglione Chiavarese e poi si risale verso il Cento Croci. Qui il gruppo dei maniaci inizia ad andare. Spariscono all'orizzonte nel nuovo trofeo monomarca Cb1000r i tre psicolabili, seminando il panico a suon di pieghe e sorpassi. Più indietro il sottoscritto decide di passeggiare più allegramente, quando all'improvviso viene sverniciato dal triumphista. Rimango inebetito per la velocità a cui mi ha passato ed è sparito all'orizzonte. Mi immagino il suo sguardo assatanato alla ricerca dei trofeisti con la bava che esce dal casco.iunti al culmine del Passo ci si ferma. Tutti sorridenti. E' subito ora di ripartire. Direzione Tomarlo. Ma prima ci aspettano altri 35km di curve davvero piacevoli. Ormai tutti vanno di buon passo. A gruppetti si stuzzicano. Tornolo, Bedonia e poi Strada Statale dell'Anzola. Piccolo stop per radunare le genti e poi via.

 

 

Parto nelle retrovie. Mi attende Mackino che colmo di formaggella è voglioso di piega. Davanti ai miei occhi parte un nuovo trofeo. La ducati monster696 cup. Il Sek tallona Nixon. Il rauco suono proveniente dal QD di Nixon riempe la valle. I due conterranei sardi a breve inizieranno a combattere. La tensione sale. Il Sek ha un passo leggermente migliori nelle curve. Ma la staccata nulla e le potenze simili dei mezzi (con Nixon più leggero) non permettono sorpassi sul dritto. Anche perchè Nixon non ha intenzione di chiudere il GAS così facilmente. Sek continua la violenza psicologica. Si mostra negli specchietti. Ma per oltre dieci curve non c'è nulla da fare. Ormai Nixon non molla più e Sek ha capito che dovrà giocarsi il tutto e per tutto in staccata. Dietro io e Mack attendiamo ansiosi l'epilogo. Primo tentativo. Sek allunga la staccata ma poi non se la sente. La curva è a destra e Nixon è già interno. Nixon esce un filo più veloce e acquista metri. Sek inizia a scalpitare. Sa che sarà dura. Al quarto tentativo. Ancora curva a destra il Sek esagera. Lascia scorrere la moto mentre Nixon già sta frenando. Ormai il Sek ha metà moto davanti. Chiude la curva. Nixon è costretto a farlo passare. Il Sek manco avesse vinto un mondiale esulta e nel sorpassarlo gli faccio i complimenti. Lo vedo in brodo di giuggiole. Ma è ora di sbarazzarsene. Ho Formaggello che mi pressa. Vuole strapiegare. Tolti gli indugi strapazzo le M3. Si arriva su al piazzale con il sorriso. Gli smanettoni sono già lì da un pò. Lo spettacolo iniziale è stato colmato dalle pieghe selvagge finali. Il sole sta calando. Santo Stefano d'Aveto e il suo benzinaio ci attendono. I condottieri ormai stanchi si rifocillano con acqua. Soltanto un uomo decide di sgargarozzarsi un Gatorade congelato. Si riparte. Si svolta pe rla strada provinciale di Caselle. E qui succede il fattaccio. Gli ultimi non attendono i loro colleghi e due vanno smarriti. A nulla serve il tentativo di MannX e dell'ormai carichissimo Sek di cercare Davide e Topix. Dopo quasi mezz'ora di attesa ricompaiono i due ricercatori ma senza alcuna buona nuova. Con una scenata degna di un film MannX ammonisce il Presidente colpevolizzandolo. A sua volta parte impazzito abbandonando il Presidente e il gruppetto presente con lui. I sette inebetiti per la sfuriata si riprendono e si rimettono il casco. Ormai sono le 19.30. Si uniscono altri 6 motocicisti persi. Il ritmo è da subito elevato. Formaggello necessità di altre pieghe. E il mio compito è dargliele. Con passo veloce la poesia scende accanto a noi. Le ombre lottano con le ultime luci del sole già tramontato. Come mani scure scendono a coprire lentamente le verdi montagne attorno a noi. L'eco dei nostri motori risuona nella stretta valle dell'Aveto. Qui non c'è nessuno. Solo noi in contrasto con noi stessi se fermarci ad assorbire il panormama o continuare ad avvicinarci velocemente alla fine del viaggio. Dopo una val d'Aveto davvero gustosa rilassiamo le nostre spalle a Marsaglia. Arrivano prima i Manzi e poi il gruppo aggiunto che felice di aver ritrovato la strada ci saluta e se ne va. Pausa calmierante anche per il Gnubbo che sente la stanchezza e il peso sullo stomaco del Gatorade.

 

Si riparte. Non più soste fino all'Autostrada dove ci sarà il congedo. Scorre veloce la fine della Val Trebbia. Poi Rivergaro. Poi Quarto e la Tangenziale Sud di Piacenza. Ora ci si ferma ci si saluta e si progetta. Uno splendido giro impegnativo che tutti hanno mostrato di saper fare. Vi attendiamo ancora numerosi.

 

 

Ciko.t.p.

 

 

 

 

 
 
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